Affrontiamo insieme l’argomento DSA e Scuola dell’Infanzia.
I DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento) hanno origine neurobiologica e possono essere caratterizzati da familiarità. Gli alunni e le alunne con DSA hanno un’intelligenza nella norma, ma fanno molta fatica a svolgere il compito, si stancano con facilità, ottengono risultati ridotti, soprattutto in alcuni ambiti.
I DSA si manifestano nei vari ambiti dell’apprendimento e sono i seguenti:
Dislessia (riguarda la lettura).
Disortografia (riguarda la scrittura nella componente ortografica)
Disgrafia (riguarda la scrittura nella componente grafica)
Discalculia (riguarda il calcolo e la matematica in genere)
Quando ci troviamo di fronte a una compromissione di più ambiti si parla di Disturbo Misto delle Abilità Scolastiche.
Perché occuparsene alla Scuola dell’Infanzia?
Questi disturbi compaiono in modo chiaro dopo i primi anni della Scuola Primaria, ma le indicazioni ministeriali sollecitano gli insegnanti della Scuola dell’Infanzia a porre attenzione ai segnali predittivi.
Il MIUR raccomanda infatti di procedere con screening puntuali, per individuare situazioni a rischio, per le quali è indispensabile procedere con percorsi di potenziamento e sviluppo delle abilità di base e delle funzioni esecutive.
DSA e segnali predittivi
Durante la Scuola dell’Infanzia non possiamo parlare di DSA; solo successivamente, a partire dal termine della seconda primaria per la letto-scrittura e della terza per la matematica, un’equipe di specialisti potrà eventualmente procedere con una certificazione diagnostica.
Alla Scuola dell’Infanzia possiamo però verificare la presenza di indicatori di rischio, che ci permetterà di attuare percorsi finalizzati alla riduzione delle difficoltà.
Si tratta di lacune che coinvolgono le abilità percettivo-motorie, linguistiche e metafonogiche, che possono definirsi segnali predittivi di future difficoltà di apprendimento, che, in seguito, potrebbero configurarsi come DSA.
Le principali aree compromesse
Con le dovute differenze e implicazioni, i segnali predittivi dei DSA già osservabili alla Scuola dell’Infanzia riguardano prevalentemente l’organizzazione e integrazione spazio-temporale, la coordinazione oculo-manuale e fine-motoria, il linguaggio, i processi di memoria, le abilità metafonologiche, la percezione, le funzioni esecutive, l’attenzione, che sta alla base di ogni acquisizione.
Osservare per intervenire precocemente
Uno sguardo attento a queste aree consente di individuare situazioni a rischio e di intraprendere progetti di intervento mirati e finalizzati alla riduzione delle difficoltà stesse.
L’osservazione sistematica nella Scuola dell’Infanzia, rivolta a tutti i bambini e a tutte le bambine a partire dal primo anno è indispensabile per evitare quegli interventi di “emergenza” sugli/sulle alunni/e a rischio, che sono poi frettolosi, non rispettosi dei processi di sviluppo e delle differenze individuali e, pertanto, poco utili.
Note bibliografiche
Monica Pratelli, BES. Buone esperienze Scolastiche per i bambini e gli insegnanti della Scuola dell’Infanzia, Gruppo Editoriale Tresei Scuola.
Monica Pratelli, BES. Buone esperienze Scolastiche per i bambini e gli insegnanti della Scuola Primaria, Gruppo Editoriale Tresei Scuola.
Monica Pratelli, Francesca Rifiuti, Bisogni Educativi Speciali, Diagnosi prevenzione e Intervento, Edizioni Franco Angeli.
Monica Pratelli, Disgrafia e difficoltà grafo-motorie, Edizioni Erickson.
Link esterni:
Difficoltà grafo-motorie e benessere psicologico
Alunni in mezzo. I Bisogni Educativi Speciali