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25 03 2020

Tempi da Coronavirus

 

Tempi da Coronavirus

 

Vita in famiglia e vita da soli

 

Siamo dentro al cambiamento e allora… approfittiamone!

Non perdiamo tempo in inutili lamentele, in autocompatimenti, il tempo che stiamo vivendo è questo, non possiamo farci niente. 

E allora viviamolo, non ce lo facciamo rubare da un’invisibile entità senza anima e senza corpo.

La famiglia sta sperimentando una dimensione nuova e questo obbliga a modificare i nostri atteggiamenti, i nostri comportamenti. 

Non conosciamo in modo chiaro il problema che sta alla base di questo cambiamento, neanche gli esperti lo conoscono poi così bene.

Sappiamo che non dobbiamo uscire, se non per necessità inderogabili, che dobbiamo mettere una distanza fisica tra noi e gli altri, che è indispensabile mantenere norme igieniche ferree, che dobbiamo lavarci spesso e bene le mani.

Nessuno però ci ha detto come fare a star bene insieme, se siamo in famiglia.

Nessuno ci ha detto come fare a star bene se siamo da soli, se non abbiamo nessuno in casa con noi.

Insomma, non ci hanno detto cose non emergenti, ma fondamentali, che nessuno di noi, in realtà, conosce.

 

Ecco le cose importanti, da non dimenticare né ora e né quando tutto tornerà alla normalità:

 

Se siamo genitori, dobbiamo esserlo insieme. Non importa se siamo separati.

I figli hanno bisogno di sentire che i propri genitori sono una squadra, anche se questo, a volte, li fa arrabbiare.

Tutti e due sono responsabili dell’educazione dei figli, quindi accusarsi a vicenda fa solo perdere tempo prezioso. Tra l’altro la coerenza è una delle conquiste più grandi che i bambini e i ragazzi devono fare, quindi diamo loro l’esempio.

In questo periodo in cui molti genitori sono costretti a stare insieme in contemporanea in casa con i figli, la non coerenza è sicuramente più visibile, quindi: attenzione, che vi “sgamano", tanto per usare il linguaggio degli adolescenti.

La coerenza educativa, che si esprime anche nel trasmettere messaggi non contraddittori sia con le parole sia con il non verbale (mimica, gestualità, toni di voce, ecc.), offre maggiore sicurezza ai figli, fa sentire in buone mani, in un’ atmosfera di serenità, dove il litigio e il confronto hanno spazio e tempo disponibile, ma non c’è il rischio che i legami si rompano. 

L’incoerenza, i messaggi discordanti innervosiscono, rendono irritabili, creano un clima di non accoglienza e di non comprensione.

 

Allora che fare, cari genitori!

 

  • Condividete le regole familiari, che, forse, si sono un po’ modificate in questo periodo.
  • Fate sentire ai vostri figli che sono al sicuro tra le mura domestiche, non che sono prigionieri. Ma se percepiscono in voi il senso di prigionia, figuriamoci!
  • Trovatevi un angolo della casa, anche piccolo, ma che sia il vostro angolo.
  • Permettete ai vostri figli di crearsi un piccolo ambiente, tutto loro.
  • Non dimenticate che tutti noi abbiamo bisogno di spazi privati, pur se microscopici.
  • Organizzate le routine quotidiane, assegnando semplici incarichi, suddividendo la giornata in attività e in tempi liberi.
  • Dividetevi nei momenti di lavoro e di compiti, evitando di stare con il fiato sul collo ai vostri figli mentre, magari, si collegano con i loro insegnanti e con i loro compagni.
  • Rispolverate la memoria e fatevi venire in mente un po’ di cose di quando eravate bambini. Non è passato un tempo infinito, ma molte cose, di sicuro, sono cambiate.
  • Mettetevi nei panni dei vostri figli, ma non confondetevi con loro. Hanno bisogno di adulti che proteggono e che rispettano la loro  crescita e la loro autonomia.
  • Provate ad elencarvi i vantaggi di questo periodo al di là del tempo e dello spazio: si sta più insieme, si riesce a trovare un’organizzazione condivisa della vita familiare, ci dedichiamo ad attività che non abbiamo mai il tempo di fare (buttar via cose inutili, prendersi cura di vecchi oggetti affettivamente preziosi, riordinare ciò che ci appartiene, ecc.), ma, soprattutto, si impara a conoscerci meglio, a comprendere con più sicurezza i bisogni dell’altro, a “leggere” i segnali che ciascuno trasmette, a trovare un equilibrio nelle relazioni.
  • C’è poi un vantaggio incredibile e inaspettato: stiamo imparando a dare valore all’affettività, stiamo sperimentando l’importanza delle relazioni a distanza, del contributo positivo della tecnologia, stiamo diminuendo gradualmente quel divario tra le generazioni che aveva caratterizzato la nostra vita fino a poco tempo fa. Ecco che i nonni usano Skype o Whatsapp per parlare con i nipoti e i genitori non sentono più la minaccia degli smartphone nelle mani dei loro figli. Forse, finalmente, la tecnologia non è usata con passività, ma come risposta al desiderio di stare in contatto.

 

Se viviamo da soli il bisogno di organizzare la nostra vita quotidiana, di dare un senso alle ore e ai giorni diventa ancora più indispensabile. Non perdiamo abitudini importanti: facciamo ginnastica, prepariamoci un pranzo da chef, dedichiamoci ad attività che avevamo abbandonato da tempo, per la mancanza di quel tempo da regalare alle nostre attitudini, ai nostri talenti; sfogliamo riviste online, visitiamo virtualmente i musei, offriamo a noi stessi l’opportunità di crescere, di migliorare e… stiamo in contatto con il mondo, con i nostri affetti.


A cura dell'Istituto psico medico pedagogico CENTRO METHOD

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