Problemi dell'infanzia e dell'adolescenza

Lo screening del linguaggio nella scuola dell'infanzia

screening

L’IMPORTANZA DELLO SCREENING DEL LINGUAGGIO 

NELLA SCUOLA DELL’INFANZIA


L’acquisizione del linguaggio si presenta come lo snodarsi di una serie di tappe che si succedono in un determinato ordine, condiviso da molti bambini, ma allo stesso tempo caratterizzato da un’ampia variabilità che riguarda i tempi, i modi e le strategie di apprendimento.

Può capitare che il bambino si trovi in difficoltà, non riesca a raggiungere le varie tappe evolutive del linguaggio o non parli affatto; in molti di questi casi si instaura un vero e proprio rallentamento dello sviluppo che non sempre si risolve spontaneamente  e che, talvolta, si struttura in un vero e proprio disturbo.

E’ importante individuare precocemente le situazioni a rischio, ovvero i casi che si distaccano troppo dallo sviluppo fisiologico, non solo per sostenere la corretta evoluzione della produzione verbale  ma anche  per evitare che un intervento tardivo possa rendere la situazione più grave.

La scuola dell’infanzia rappresenta un luogo e un momento determinanti per riconoscere una possibile difficoltà, perché sono proprio i bambini di questa fascia d’età che ci inviano inequivocabili segnali predittivi su come si stanno evolvendo le fasi dello sviluppo del loro linguaggio.

Purtroppo l’attenzione al linguaggio dei bambini non è ancora ottimale e spesso è rivolta solo a quei casi che mostrano evidenti segnali di ritardo, mentre altre situazioni meno evidenti, ma ugualmente atipiche, vengono trascurate, ritenendo che, prima o poi, le difficoltà saranno superate autonomamente. Quasi sempre la preoccupazione degli adulti inizia a emergere in prossimità della prima primaria, ma la presa in carico a questa età, pur essendo positiva, può risultare insufficiente a portare avanti un percorso logopedico efficace, a causa dei tempi brevi a disposizione per il recupero e perché molti errori nella pronuncia e nella struttura della frase si sono ormai consolidati e trasformati in vere e proprie abitudini linguistiche, con conseguente necessità di un intervento più prolungato.


Lo screening del linguaggio ci permette di individuare precocemente situazioni a rischio e di intervenire tempestivamente ove necessario, evitando così che si amplifichino le distanze  rispetto alla norma. 


Lo screening del linguaggio dovrebbe essere portato avanti in tutte le Scuole dell’Infanzia a partire dai tre anni; in questo modo sia gli insegnanti che i genitori potrebbero ricevere suggerimenti e indicazioni per la promozione dello sviluppo linguistico dei bambini, tenendo presente che quest'ultimo interferisce necessariamente negli altri ambiti di vita del bambino, compresa l’area sociale, il comportamento, l’apprendimento.

Lo screening del linguaggio non è un test, ma una prima valutazione sommaria e veloce; si tratta di proporre ai bambini attività piacevoli, utilizzando immagini e giochi con le parole.

E’ un progetto di facile realizzazione, che ci fornisce molte informazioni sulle competenze verbali del bambino nei diversi ambiti linguistici. In altre parole ci dice in che modo il bambino percepisce le nostre parole, come sa risponderci e rappresentare il suo pensiero usando la forma verbale e se il suo modo di esprimersi è sufficientemente chiaro nella pronuncia e in linea con l’età cronologica.


L’intento dello screening è  quello di  identificare tempestivamente la presenza di difficoltà  di linguaggio, in modo da attivare prima possibile percorsi di aiuto, se necessari.

Un’attenzione particolare deve essere diretta ai Disturbi Specifici del Linguaggio; si tratta di  disturbi dell’acquisizione del linguaggio che si manifestano con un ritardo nello sviluppo della funzione verbale, in bambini con uno sviluppo intellettivo non verbale nella norma e in assenza di patologie neurologiche o di disagi psicosociali rilevanti. Il disturbo di linguaggio fa il suo esordio come ritardo di linguaggio ma si differenzia e si definisce come disturbo proprio tra i 3-5 anni. Ecco perchè sono così importanti l’individuazione precoce delle difficoltà e la presa in carico tempestiva da parte della logopedista.

E’ ormai accertato che le probabilità di recupero del ritardo di linguaggio (compreso il  disturbo specifico di linguaggio), sono elevate, a patto però che si intervenga prima possibile e con adeguata professionalità. 

Non dimentichiamo poi che i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), sono frequentemente presenti in quei bambini che hanno avuto un ritardo o un disturbo del linguaggio. L’attenzione nella Scuola dell’Infanzia, e, in particolare, nei confronti dei bambini di 4/5 anni, assume un’importanza primaria in quanto, in questa fase evolutiva, vi sono maggiori possibilità di recupero; l’individuazione precoce dei soggetti “a rischio” e l’attuazione di programmi di recupero e potenziamento specifici, può facilitare la successiva conquista di competenze di lettura e scrittura e limitare così la possibilità di un futuro insuccesso scolastico. 


E dopo lo screening?

La sola identificazione di eventuali difficoltà certamente non basta. Lo screening può essere molto utile anche agli insegnanti, che possono ricevere informazioni e suggerimenti per svolgere azioni di prevenzione, per assumere i giusti comportamenti di fronte alle diverse difficoltà dei loro alunni. La logopedista  può fornire loro adeguati strumenti per un recupero in ambito scolastico, con interventi di potenziamento linguistico da portare avanti con tutti i bambini. Le attività possono inserirsi tranquillamente nella programmazione scolastica, perché la fascia di età lo consente.

Nelle situazioni in cui si riscontrano difficoltà più elevate, l’aiuto da parte della famiglia e della scuola deve essere integrato con una terapia logopedica portata avanti da specialisti esperti.


A cura di Giuseppina Gosciu, logopedista


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