La terapia del bambino discalculico
la terapia con il bambino discalculico

La discalculia del bambino indica carenze relative alle abilità percettivo-motorie, ma, non di rado, le difficoltà logico-matematiche sono attribuibili anche a una carenza di esperienze concrete, che il bambino ha evitato, per non incorrere nelle proprie difficoltà.

Fin dalla primissima infanzia il bambino deve conoscere il mondo, manipolare gli oggetti, raggrupparli secondo criteri, costruire con essi strutture via via più complesse. Alla scuola materna e nel primo ciclo di scuola elementare queste esperienze continuano a essere molto importanti, l’uso del materiale concreto (oggetti, immagini, blocchi logici, regoli in colore, multibase) è indispensabile per guidare il soggetto verso la conquista dei concetti fondamentali. L’uso dei simboli, la memorizzazione delle regole esecutive e delle cosiddette “tabelline” arrivano dopo e devono essere conquiste graduali e non meccanismi superficiali che tanto facilmente si dimenticano.

 

La discalculia è una difficoltà specifica nell’apprendimento del calcolo che si manifesta nel riconoscimento e nella denominazione dei simboli numerici, nella scrittura dei numeri, nell’associazione del simbolo numerico alla quantità corrispondente, nella numerazione in ordine crescente e decrescente, nella risoluzione di situazioni problematiche.
Principali elementi di riconoscimento:
- Difficoltà nel manipolare materiale per quantificare e stabilire relazioni;
- Difficoltà nella denominazione dei simboli matematici;
- Difficoltà nella lettura dei simboli matematici;
- Difficoltà nella scrittura di simboli matematici;
- Difficoltà a svolgere operazioni matematiche;
- Difficoltà nel cogliere nessi e relazioni matematiche

 

Abilità di base particolarmente compromesse:
- Lentezza nel processo di simbolizzazione;
- Difficoltà percettivo-motorie;
- Difficoltà prassiche;
- Dominanza laterale non adeguatamente acquisita;
Difficoltà di organizzazione e di integrazione spazio-temporale;
- Difficoltà di memorizzazione;
- Difficoltà di esecuzione di consegne in sequenza.

 

Il lavoro con il bambino discalculico deve essere portato avanti da operatori qualificati, in stretta collaborazione con la scuola, la quale può offrire valide risorse concorrendo così allo sviluppo delle varie capacità strettamente collegate con il disturbo della scrittura. Il contributo competente dei docenti può garantire migliori risultati, favorendo la conquista di una strumentalità più adeguata e, al tempo stesso, promuovendo situazioni comunicative all’interno delle quali possano essere valorizzati sia i codici verbali che quelli non verbali.

Il progetto terapeutico deve essere personalizzato in relazione alle caratteristiche psicologiche del soggetto, agli ambiti di competenza, potenzialità e difficoltà riscontrati, ai tempi di attenzione, ai livelli motivazionali e di metacognizione individuati. La capacità di porsi in relazione positiva e significativa da parte dell’operatore e la partecipazione attiva del soggetto stanno al primo posto e sono il segreto per ogni buon intervento; il bambino dovrà essere informato circa il lavoro da svolgere, anzi, egli stesso dovrà essere coinvolto nella formulazione degli obiettivi che, di volta in volta, sarà possibile raggiungere e nel monitoraggio del proprio lavoro. Solo se sarà protagonista del proprio processo di sviluppo, potrà coinvolgersi attivamente nelle proposte, autogratificarsi per i piccoli progressi, non scoraggiarsi di fronte di fronte agli insuccessi né arrendersi davanti ad attività spesso un po’ noiose e ripetitive. Il programma di intervento proposto può essere suddiviso in due itinerari che devono essere portati avanti parallelamente:
a) itinerario relativo allo sviluppo delle competenze di base;
b) itinerario specifico per l’attività logico-matematica.

 

Il primo itinerario è finalizzato alla riduzione delle lacune riscontrate nelle capacità di base; il secondo itinerario ha invece lo scopo di promuovere la conquista di capacità di calcolo più adeguate. E’ importante quindi che i due percorsi siano proposti parallelamente e con gradualità, per evitare di rimandare nel tempo la conquista di quelle capacità di apprendimento che possono gratificare il bambino, permettendogli di verificare che, anche a scuola, si iniziano a vedere risultati positivi.
Le competenze di base su cui è importante lavorare sono le seguenti:
- Attività per favorire i processi di simbolizzazione processo di simbolizzazione;
- Attività percettivo-motorie e pratto-gnosiche;
- Attività psicomotorie per lo sviluppo della coordinazione e della lateralizzazione;
- Attività di organizzazione e di integrazione spazio-temporale;
- Attività per lo sviluppo dei processi di memorizzazione;
- Attività di esecuzione sequenziale.

 

L’itinerario specifico dedicato all’attività logico-matematica si pone l’obiettivo di condurre gradualmente il bambino verso una maggiore padronanza di competenze di calcolo e di soluzione di situazioni problematiche.

 

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