Terapia Familiare

La gelosia nei bambini

Nasce un fratellino e l’equilibrio del bambino va a rotoli, il bambino prova gelosia. Egli prova dolore, poiché ritiene di aver perso l’amore dei genitori; si sente offeso e risentito per essere stato spodestato dal fratello, per cui emerge ostilità nei confronti del rivale.

 

Come si manifesta la gelosia?
Ogni bambino ha reazioni diverse, le più comuni sono le seguenti:
- Attacchi di rabbia;
- Capricci;
- Aggressioni dirette;
- Denigrazione;
- Indifferenza ed evitamento;
- Mutamento degli atteggiamenti verso la mamma (aggressività, sottomissione, distacco, dipendenza…);
- Rabbia verso gli adulti;
- Richiesta di contatto;
- Regressione;
- Tristezza, depressione;
- Somatizzazioni (il bambino accusa malesseri fisici: mal di pancia, mal di testa);
- Autosvalutazione (“non sono capace”);
- Apparente maggiore maturità;
- Preoccupazioni per il fratellino, eccessiva protezione e accanimento esagerato;
- Paure (del buio, degli animali, dei ladri, dei mostri…);
- Esibizionismo;
- Competizione eccessiva con i coetanei;
- Gelosia verso i propri spazi e i propri oggetti.


Come può essere superata la gelosia?
Vivere e rievocare momenti piacevoli fa aumentare la sicurezza e l'autostima.
Scoprire che le proprie fantasie distruttive non sono pericolose, quindi può permettersi di far lavorare la propria immaginazione senza rischi per il piccolino, ciò lo aiuta ad esprimere la propria aggressività.
Gradualmente potrà imparare a mettersi nei panni dell’altro, a condividere stati d’animo, comportamenti e vissuti (potrà identificarsi nei genitori, prenderà il loro posto nelle cure del piccolo…).
Potrà scoprire soddisfazione nel condividere, poiché il fastidio e lo scontro si alterneranno anche al piacere del vivere insieme esperienze gratificanti.
Trarrà benefici proprio dalla presenza del fratellino, in quanto i genitori potranno essere meno ansiosi e oppressivi con lui, permettendogli di crescere con maggiore autonomia e armonia.


Quando non viene superata?
La gelosia però non viene superata se al bambino viene impedito di viverla, quando è costretto a soffocarla perché nessuno intorno a lui la riconosce e la tollera.
La gelosia repressa rimane ancorata dentro l'individuo e si ripresenta spesso nel corso della vita in maniera ossessiva e tormentosa.
L'eccessiva gelosia adulta infatti, è una gelosia primaria non espressa. L'individuo non ha mai avuto la possibilità di mostrarsi arrabbiato, geloso, invidioso, aggressivo ed è come se la gelosia si fosse imprigionata dentro di lui.


Che cosa possono fare i genitori?
Prima della nascita del fratellino:
- assumere un atteggiamento positivo nei confronti dell'avvenimento;
- preparare il bambino durante la gravidanza, ma senza esagerare.

Il continuo riferimento al piccolo che deve nascere potrebbe appesantire l'attesa. È importante parlare invece di lui, di quello che sa fare, delle cose che gli piacciono, dei suoi desideri, dei suoi giochi.
Creare un clima sincero: se la mamma è stanca e sofferente, non deve nasconderlo al bambino, in questo modo lui imparerà che l'attesa è fonte di gioia, ma anche di preoccupazione, sarà preparato alla normalità delle sue reazioni negative vedendo che i genitori si permettono le proprie.


Al momento della nascita e dopo
È importante informare che la mamma si assenterà e che il padre e un’altra persona si occuperanno di lui.
Evitare forzature se non vuole andare in ospedale a vedere la mamma e il fratellino.
Preparare lo spazio per il bambino che deve nascere, ma anche per il maggiore.
Permettergli di frequentare regolarmente i coetanei.
Non inserire il bambino alla scuola dell'infanzia in concomitanza con la nascita del fratellino (se è possibile farlo un paio di mesi prima del parto o dopo un certo periodo). A questo proposito è bene evitare, in linea di massima, cambiamenti significativi, per evitare che il bambino li associ al nuovo arrivato.
Creare uno spazio per i giochi di imitazione (bambole, pupazzi, materiali per il travestimento, burattini…) e per i giochi costruttivi (plastilina, costruzioni, ecc…).

 

Accettare la gelosia del maggiore
Evitare di nascondere e mascherare l’affetto per il neonato: il bambino si sentirebbe considerato fragile, percepirebbe la sfiducia nei propri confronti e potrebbe pensare che le coccole al fratellino vengono fatte in momenti di sua assenza.
Offrire gratificazioni ed esperienze positive.
Concedere tempi per lui, come fossero momenti riservati, durante i quali si può fare qualcosa insieme.
Tollerare la regressione del maggiore; è probabile infatti che quest’ultimo assuma atteggiamenti e comportamenti da bambino piccolo (pipì a letto, biberon, linguaggio infantile…), per meglio entrare in competizione con il fratellino e per esprimere il proprio bisogno di vicinanza ai genitori.
Permettergli di fare doni al piccolo: può capitare che il grande desideri regalare qualcosa al piccolino ed è importante non impedirglielo, poiché questi gesti hanno lo scopo di riparare le fantasie distruttive e gli atteggiamenti aggressivi.
Riconoscere l'ostilità e l'aggressività e comunicare che si comprende la sua rabbia e che si ha fiducia nelle sue capacità di capire la nuova situazione.

 

Nel caso di gesti aggressivi contro il fratellino, bloccare il maggiore con fermezza, ma senza avversione; egli spesso ha bisogno di capire che l’adulto è in grado di contenere e arrestare i suoi impulsi dannosi all'altro. Gradualmente interiorizzerà questa funzione contenitiva e imparerà ad esercitarla da solo.
Sarà inoltre importante chiacchierare con lui, ricordare la sua storia passata, le tappe del suo sviluppo, le cose simpatiche fatte insieme, magari rivedendo le foto o i filmati.
Evitare di dire “sei grande!” (sentirsi grande non deve essere una fregatura) e, al tempo stesso, mostrargli i privilegi pratici dell’essere grande.

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